La FFR (la Federazione Francese) ha ribadito la sua opposizione al cartellino rosso da 20 minuti, l’ultima sperimentazione di World Rugby ormai presente in tutte le grandi competizioni. La Francia non è mai stata d’accordo e ha sempre spinto per un ritorno al “classico” cartellino rosso permanente, al momento “confinato” alle situazioni più gravi, come falli altamente pericolosi e comportamenti violenti.
La Francia e l’opposizione al rosso da 20 minuti
In questo momento il rosso da 20 minuti è altamente utilizzato, perché considerato un’alternativa meno penalizzante per la squadra del giocatore che lo subisce e che quindi non “paga” eccessivamente le colpe del singolo. Inoltre, nelle situazioni in cui il bunker (ovvero il secondo TMO che ha 8 minuti per cambiare il colore del cartellino da giallo a rosso dopo la prima decisione dell’arbitro) viene chiamato in causa questo può solo elevare l’ammonizione ad espulsione da 20 minuti, ma non può comminare rossi permanenti.
Al momento, pur essendo usata in tutte le grandi competizione, l’espulsione da 20 minuti è ancora un esperimento: le nazioni SANZAAR (Nuova Zelanda, Australia, Sudafrica e Argentina) sostengono un suo inserimento definitivo nel regolamento, mentre buona parte delle Federazioni europee – con la Francia in testa – si oppongono.
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“Sebbene alcuni ritengano che questa regola favorisca un gioco più fluido, le statistiche fornite dalla FFR a World Rugby mostrano che un cartellino rosso non significa automaticamente la sconfitta per la squadra penalizzata. Infatti, l’analisi basata su 480 partite di TOP 14 e incontri internazionali di livello Tier 1 mostra che solo il 60% delle squadre che ricevono un cartellino rosso perde alla fine della partita. Trasformare questa sanzione in un’espulsione temporanea potrebbe incoraggiare comportamenti pericolosi, compromettendo così la sicurezza dei giocatori, che deve rimanere la priorità assoluta” aveva fatto sapere in una nota la federazione francese.
La proposta francese
Oltre a ribadire la sua posizione, la Federazione francese ha deciso anche di proporre a World Rugby delle alternative al cartellino rosso da 20 minuti, con delle modifiche al regolamento:
- L’arbitro deve poter assegnare direttamente in campo un rosso da 20 minuti, senza passare dal bunker
- Il bunker deve poter assegnare un cartellino rosso definitivo (al momento può solo decidere per le espulsioni da 20 minuti)
- L’espulsione da 20 minuti deve avere un nome e diverso da quella permanente e il cartellino deve avere un colore diverso, come l’arancione
Inoltre, la Francia ha annunciato che interromperà anche un’altra sperimentazione in vigore dal 2018, quella delle 12 sostituzioni per partita: in questi 8 anni gli allenatori – pur avendo sempre 8 giocatori in panchina – hanno potuto ruotare i giocatori, avendo la possibilità di far rientrare chi era già uscito per motivi tecnico-tattici, mentre nel regolamento ufficiale il rientro di chi è già uscito è previsto solo in caso di infortunio di tutti i tipi per le prime linee e solo in caso di sangue, concussion o infortunio derivante da un fallo per tutti gli altri ruoli.
“Il rugby francese, nel suo insieme e con il sostegno unanime di tutti i partecipanti, ha ribadito l’importanza di opporsi al sistema del cartellino rosso da 20 minuti così come attualmente utilizzato da World Rugby, che, a suo avviso, rappresenta una grave minaccia per questo sport” si legge in un comunicato diffuso lunedì dalla FFR: “Pertanto, il rugby francese ribadisce il proprio desiderio di impedire l’implementazione del cartellino rosso da 20 minuti nelle condizioni dell’attuale sperimentazione condotta da World Rugby”.
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