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Italia femminile, Michela Sillari: “Col Galles mi aspetto una partita punto a punto”

Italia femminile, Michela Sillari: “Col Galles mi aspetto una partita punto a punto”

Domenica 17 maggio si gioca l’ultima giornata del Sei Nazioni Femminile 2026, quella che deciderà la classifica finale del torneo. Anche l’Italia ha importanti ambizioni, in quanto lotterà sia per difendere il quarto posto, sia per mettere pressione all’Irlanda e cercare di salire sul gradino più basso del podio.

Ma Michela Sillari, centro con 96 caps con l’Italia femminile, sa che questi bilanci si tirano solo alla fine. Prima c’è da affrontare il Galles, attualmente ultimo in classifica ma che cercherà un colpo di coda per chiudere il Sei Nazioni regalando una soddisfazione al pubblico di casa di Cardiff.

Sei Nazioni Femminile, il commento di Michela Sillari verso Galles-Italia e non solo

“Beh noi cerchiamo di vedere questa partita poco nell’ottica della classifica finale o di un bilancio generale del Sei Nazioni, anche perché sarebbe un metterci pressione addosso – ha commentato Michela Sillari durante l’incontro con la stampa – Siamo focalizzate su quello che dobbiamo fare in campo, poi i bilanci si faranno alla fine. Quello che si è visto finora è che il torneo è andato in crescendo: anche contro l’Inghilterra, seppur non bene in difesa, siamo riuscite a fare tante mete alle inglesi che penso in passato siamo riuscite a fare sommando gli ultimi 3 o 4 Sei Nazioni”.

“Questo ci dà fiducia, a seguito di una partita con la Scozia in cui siamo state concentrate tutto il tempo, riuscendo a sistemare cose che non avevano funzionato nei primi due match del torneo. Comunque contro il Galles a Cardiff mi aspetto una partita dura, dato che loro giocano in casa, e mi aspetto una partita tirata. Finora non ne abbiamo avute, ma credo che questa sarà più punto a punto”.

A proposito di partite punto a punto, l’ultima vittoria nel Sei Nazioni dell’Italia femminile a Cardiff sul Galles risale al 2022, quando a mettere a segno i punti decisivi nel finale fu proprio Michela Sillari: “Sono bei ricordi, poi certo io misi dentro quel calcio di punizione (partita che finì 8-10 per l’Italia, ndr) ma grande merito va alla squadra e a chi aveva procurato quel vantaggio. In questo senso è un grande successo collettivo riuscire a vincere una partita allo scadere, che ti dà molta soddisfazione”.

Un aspetto che potrebbe rivelarsi decisivo in caso di partita tirata è la disciplina: “Sulla disciplina direi che stiamo lavorando bene, nostro obiettivo è non voler concedere calci di punizione soft che possono portare le avversarie nel nostro campo. Col Galles sarebbe deleterio, essendo una squadra pesante e con un buon drive”.

“Sulle giovani azzurre? L’anno dopo un Mondiale è normale che ci sia un po’ di transizione, e sicuramente impegno di noi più esperte è quello di aiutare e dare consigli in più alle ragazze più giovani. Comunque c’è da notare che adesso ci sono molte più occasioni e test match per far fare esperienza alle giovani: questo le agevola e le permette di prendere più fiducia. Pensiamo infatti a Mannini e Bitonci che, seppur giovanissime, hanno già un bel numero di caps”.

Leggi anche: Italia femminile, Valeria Fedrighi annuncia il ritiro dal rugby giocato

La partita Galles-Italia sarà l’ultima di Valeria Fedrighi, che ha annunciato nelle scorse ore il suo ritiro dal rugby giocato: “Conoscendola anche fuori dal mondo del rugby, non posso dire che sia stata una sorpresa il suo annuncio. Ma sapere che quella che giocheremo a Cardiff sarà l’ultima partita con lei ci dà tanta carica in più di voler fare bene”.

Infine, una domanda sul prossimo esperimento al femminile con un pallone più piccolo, di taglia 4.5: “Innanzitutto spero di riuscire a provarlo a settembre quando sarà permesso. Io sono convinta che dal punto di vista della gestualità ci aiuterà, perché il pallone che usiamo adesso è tarato sulle mani di un uomo e per noi è un po’ più difficile da maneggiare. Per esempio io, con una mano, è impossibile che riesca a fare come fanno gli uomini. Inoltre potrebbe aumentare lo spettacolo, permettendoci di fare più offload. Per quanto riguarda i calci non ho mai provato un simile pallone, ma sono d’accordo che con un ovale più piccolo bisogna essere più precise dove la colpisci”.

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