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L’ex arbitro Doyle: “Gli arbitri permettono troppe proteste e troppi colpi senza palla, è un pessimo esempio”

L’ex arbitro Doyle: “Gli arbitri permettono troppe proteste e troppi colpi senza palla, è un pessimo esempio”

Per l’ex capo degli arbitri IRFU “i direttori di gara si complicano la vita da soli e stanno diventando troppo pigri, si posizionano male e fanno affidamento sul TMO”

L’ex arbitro Doyle: “Gli arbitri permettono troppe proteste e troppi colpi senza palla, è un pessimo esempio” (ph. Sebastiano Pessina)

L’evoluzione del rapporto tra arbitri e rugby è uno dei tempi più caldi dell’ultimo periodo. E per molti addetti ai lavori, come l’ex arbitro irlandese ed ex capo degli arbitri IRFU Owen Doyle, la situazione sta sfuggendo di mano.

Doyle in particolare si è concentrato sulla semifinale di Champions Cup tra Leinster e Tolone, arbitrata da Luke Pearce, e su alcuni problemi chiave che secondo lui andrebbero risolti: le troppe proteste, l’eccessivo affidamento degli arbitri al TMO e i troppi colpi proibiti senza palla.

“Ultimamente gli arbitri si complicano la vita da soli” ha scritto Doyle nella sua rubrica sull’Irish Times: “Pearce è senza dubbio un buon arbitro, ma all’inizio della partita aveva già avvertito Tolone per dire che non avrebbe tollerato ulteriori proteste, ma per due volte Jérémy Sinzelle non ha rispettato il richiamo, e sarebbe stato necessario almeno un calcio di punizione. Invece tutto ciò che ha ricevuto da Pearce è stato un altro ‘se mi corri incontro di nuovo così, lascerai il campo’. Davvero troppo poco, e questo dà un pessimo esempio a giocatori e arbitri a tutti i livelli”.

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Per Doyle quindi il problema principale sono le proteste, e il non punirle offre un cattivo esempio a tutti e aumenta il rischio di emulazione, ma non solo. Secondo l’ex direttore di gara gli arbitri “stanno diventando pigri e non riescono più a posizionarsi nel punto ottimale per giudicare le possibili mete, facendo troppo affidamento sul TMO come supporto”.

Un altro aspetto chiave su cui Doyle si è concentrato è l’aumento dei contatti lontano dal pallone: spinte a giocatori fuori dalla ruck, placcaggi in ritardo, spesso – secondo l’ex arbitro – non puniti: “Bloccare i giocatori lontano dalla palla sta rapidamente diventando il nuovo passatempo del rugby e nel weekend ne abbiamo visti parecchi casi. In Leinster- Tolone Tommy O’Brien è stato chiaramente spinto dopo aver calciato in avanti. Anche Setariki Tuicuvu del Tolone è stato travolto mentre si faceva semplicemente i fatti suoi. Era posizionato in difesa e non faceva parte della ruck”.

“Incredibilmente nessuno dei due episodi ha attirato l’attenzione di Pearce o del TMO Tempest, quindi sono rimasti impuniti. L’incidente con Tuicuvu è avvenuto proprio davanti all’assistente, che sembrava avere una visuale perfetta ma non è intervenuto” ha concluso Doyle.

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